La ‘croce gloriosa’ esalta la vita nei mosaici di San Clemente

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Il mosaico absidale della basilica superiore di San Clemente a Roma è un invito alla reflessione sul ruolo del cristianesimo nella storia del mondo occidentale. La lettura fatta dagli artigiani dell’inizio dalla era cristiana sulla crocifissione di Cristo sfugge all’immagine del Maestro sofferente sulla croce.

La riflessione sul Trionfo della Croce o dalla Croce Gloriosa si presenta come una simbologia di vita e fede.Gli studiosi di mosaici bisantini la chiamano la “croce fogliata”, a causa degli elementi vegetali che simboleggiano, secondo la ricerca, la rigenerazione e la salvezza del peccato. L’ albero della vida della antiguità.

Senza paura

Reflessione propria mia: il principio essenziale era la joia della vita con fede, senza reaffermare la sofferenza come modo di provocare timore a Dio.In effetti, ciò che esisteva dietro la croce gloriosa è il passaggio dal mondo pagano romano al cristianesimo.

L’arte bizantina ci ha lasciato un’eredità legata alla fede di un popolo del primo medioevo.La simbologia di questa opera d’arte – uno dei migliori della scuola romana di artisti che lavoravano con i mosaici nel dodicesimo secolo – è interessante in relazione al contenuto religioso.Per la gente ignorante e analfabeta dell’antichità, quasi la maggior parte, i mosaici e gli affreschi erano un’allegoria che faceva il ruolo di un libro per insegnare la storia del cristianesimo. La Chiesa cattolica in Europa ha incoraggiato e notevolmente ampliato le arti visive fino al settimo secolo.

Il bene e il male

Nell’iconografia dei mosaici del Trionfo della Croce, a San Clemente, gli apostoli sono rappresentati dai 12 colombi bianchi, collocati accanto a Cristo nella croce. Da ogni lato della croce, a sinistra c’è Maria e a destra, San Giovanni,  e sopra, la mano di Dio che protegge la croce che vivifica e sotto, dopo il ramo verde, l’immagine del serpente e dell’agnello – il bene e il male.

La croce si apre ai quattro fiumi del paradiso e questo significa i quattro dottori della chiesa, i santi Ambrogio, Agostino, Girolamo e Gregorio, le figure alate. e pecore che rappresentano i fedeli. I bellissimi mosaici dell’abside centrale di San Clemente documentano la storia antica del cristianesimo in Occidente in un periodo in cui la chiesa stava iniziando a imporre il suo potere politico.

 Un tempio pagano

La costruzione della Basilica accanto al Colosseo ha avuto quattro distinti livelli archeologici. Nel 385 una primitiva chiesa cristiana citata da San Girolamo, sepolta e scoperta nel 1861,  che contiene al suo interno anche frammenti di un tempio pagano romano. Dopo un’altra Basilica fu costruita e distrutta da un incendio nel 1084 (d.C).

I mosaici furono realizzati tra il 1120 e il 1130, sotto il pontificato di Papa Pascoal II. Il modello, secondo gli studiosi, segue i primi cristiani e alcuni critici hanno sottolineato il riutilizzo di pezzi dell’antico mosaico perduto nell’incendio.

In altre parole, l’opera d’arte dà un nuovo significato ai modi pagani di parlare di Cristo. Il risultato finale di questa integrazione rende il mosaico di San Clemente una rappresentazione teologica della riforma gregoriana: la chiesa aveva più potere dei re.

Arte bizantina

L’arte del mosaico, nota come arte bizantina, fu portata in Europa quando l’impero romano ha conquistado l’Oriente e istituito la sua capitale a Costantinopoli. L’arte ha entrato attraverso l’Italia meridionale. Ne è un esempio la Cattedrale di Monreale, anche Ravenna con le sue magnifiche chiese ricoperte di mosaici.

Ha un’estetica basata sull’armonia delle composizioni, sulla forma, sul colore, sullo spazio, sulla luce irreale, che dovrebbe creare una sensazione dell’infinito e dell’eterno per stimolare l’astrazione. La tecnica era ampiamente usata nelle antiche tradizioni artistiche orientali.

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Mari Weigert
Mari Weigert
Mari Weigert é jornalista com especialização em História da Arte pela Escola de Música e Belas Artes do Paraná. Atuou na área de cultura, como jornalista oficial do Governo do Paraná. Durante um ano participou das aulas de Crítica de arte de Maria Letizia Proietti e Orieta Rossi, na Sapienza Università, em Roma como aluna ouvinte. Acredita que as palavras bem escritas educam e seduzem pelos seus significados que se revelam na poética da vida. *IN ITALIANO (Mari Weigert è giornalista e perfezionata in Storia dell' Arte per la Embap, del Brasile. Durante un anno è stato alunna di Critica d'Arte, alla Sapienza Università di Roma. Crede nelle parole ben scritte che seducono per le sue significate in cui rivelano la poetica della vita.)

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