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“Guarda quel magnifico albero! Vedi il suo tronco si assomiglia alle zampe degli elefanti giganti,” ho detto ammirata. “Le zampe di elefanti! Non ho mai pensato in questo.  E’ il Baobab del Poeta.”
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L’albero è di 18 metri di altezza e 17 metri di diametro.
Ho conosciuto questo monumento storico per la prima volta da una amica che ha vissuto a Natal, nord-est del Brasile, questo quasi 10 anni fa.
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Questi giorni in transito su quartiere della Lagoa Seca, mio genero al volante mi ha mostrato la specie quando eravamo in giro in una via molto movimentata. Come prima mi ho sentito meravigliata con l’albero che si miscelava al intenso transito della via e passava inosservata per persone.
unnamed (3)Considerando il fatto della specie vivere più di tremila anni e ritornando la attenzione al Baobab di Natal, è possibile affermare sicuramente che l’albero brasiliana è nella infanzia. Ciò perché la specie è portata per i schiavi nel tempo della colonizzazione – a circa di 400 anni fa.
L’albero è immensamente alta e con un tronco di diametro assurdamente grande. Il Baobab è nel quartiere della Lagoa Seca, a Natal, Rio Grande do Norte, nord-est del Brasile.
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Il Baobab del Poeta, così è stato chiamato l’albero dal proprietario del terreno dove la specie è. Una figura illustre della città, anche benedetta per la protezione che ha fatto a questo prezioso patrimonio, è l’avvocato e presidente dell’Accademia del Nord Riograndense di Lettere, Diogene da Cunha Lima.
C’è molta storia in torno dell’esistenza del Baobab a Natal.

Le informazioni si propagano rapido e rimangano nel tempo e nell’immaginario popolare di tale modo che diventa verità e allo stesso tempo leggenda. Dicono che era l’albero che ha ispirato lo scrittore, poeta, francese, Saint-Exupéry nel libro “Il piccolo principe”.

Chi dice che non è vero?

Il “Piccolo Principe” annaffia la sua Baobab ogni giorno. Si racconta che Exupéry  è arrivato a Natal negli anni ’30 e ed è stato appena presentato al baobab di Lagoa Seca dall’aviatore Jean Mermoz, pioniere dell’aviazione commerciale nella traversata dell’Oceano Atlantico. Il Baobab e la storia sono sul sito della Università Federale di Rio Grande do Norte (UFRN).

Ci sono molti versioni della sua origine. Si è difeso dallo storico Luís Camara Cascudo che il Baobab  del Poeta è stato portato dall’Africa dagli schiavi. L’altra versione, assicura che è stato  l’olandese Maurício di Nassau il responsabile per portare la specie, prima piantate in Pernambuco nel giardino botanico creato da lui a Recife.

Noi preferiamo la versione degli schiavi con questa giustificativa: per essere un albero sacro ai paesi dell’Africa, gli schiavi neri che hanno perso tutta l’identità originaria, hanno fatto di tutto per portare qualcosa  che da restituire una vita e una morte con dignità secondo come si faceva nella loro terra.

L’albero sacro

Il Baobab non è comune in Brasile, secondo l’UFRN. Ci sono solo 20 di loro nel paese, tra i più noti sono a Natale, a Nizia Floresta e Macaíba.

Baobab è considerato albero sacro per alcune tribù africane. Loro seppelliscono i morti con i loro amuleti nel piede dell’albero perché credono che le loro anime si fondono con l’anima dell’albero.

Un baobab vive tra 3-6.000 anni e il suo nome scientifico è Adansonia digitata.

Secondo la legenda, i corpi dentro dell’albero mummificano. Insomma, questa specie è un vero condominio essendo casa a molti animali, come uccelli, insetti, scimmie…. Tutti vivendo in armonia.

Sguardo Critico

Un albero che vive tra 3-6.000 anni. E’ incredibile!

‘E privilegio osservare un monumento come questo, in cui porta tanta storia a ogni centimetro del suo tronco. Quanta memoria registrata nel suo codice genetico. E’ l’evoluzione del pianeta sotto forma dall’albero.

unnamed (7)Sorprendente. Guarda le sue radici che si aggrappano alla terra come mani callose e forti che sostengono un mondo invisibile, che si muove per sostenere la vita sul pianeta!

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Mari Weigert
Mari Weigert
Mari Weigert é jornalista com especialização em História da Arte pela Escola de Música e Belas Artes do Paraná. Atuou na área de cultura, como jornalista oficial do Governo do Paraná. Durante um ano participou das aulas de Crítica de arte de Maria Letizia Proietti e Orieta Rossi, na Sapienza Università, em Roma como aluna ouvinte. Acredita que as palavras bem escritas educam e seduzem pelos seus significados que se revelam na poética da vida. *IN ITALIANO (Mari Weigert è giornalista e perfezionata in Storia dell' Arte per la Embap, del Brasile. Durante un anno è stato alunna di Critica d'Arte, alla Sapienza Università di Roma. Crede nelle parole ben scritte che seducono per le sue significate in cui rivelano la poetica della vita.)

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