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Lavorando e cantando

Un cantare piacevole è venuto dalla strada in quella mattina di sole a Natal, Rio Grande do Norte, nord-est del Brasile, dove la temperatura non supera i limiti dell` insopportabile, dove il sole splende tutto l’anno.

Il ritmo vivace ha attirato la mia attenzione e mi ha fatto andare alla finestra a lanciare uno sguardo e qual é stata la mia sorpresa con la scena fantastica – un uomo di uniforme molto pesanti al clima caldo, spazzando la via ancora ombreggiata da alberi di mango in quelle prime ore del mattino. Era lo spazzino che facceva il suo solito compito tranquillamente  concentrato anche al ritmo della sua musica.

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Della finestra

Uno spazzino cantando di un modo inaspettato nella via,sotto la mia finestra, mi ha fatto riflettere che abbiamo più a ringraziare che di lamentarsi, sopratutto perché cominciava una bella giornata! Quando ci lamentiamo della vita senza necessità, perdiammo la possibilità di vedere le piccole cose che fanno la differenza. Cantare e sorridere sono due proposte da vivere meglio. É possibile capire o immaginare che una persona può lavorare duro e allo stesso tempo rilassato? Lì …. sotto la mia finestra si presentava  l’esempio di  che questo era possibile.

Come una situazione porta all`altra, questa scena dello spazzino cantando mi ha fatto ricordare ad altra che ha attirato la mia attenzione a Firenze, in Italia, l’anno scorso. Un “ragazzo bello” forte, con i capelli lunghi biondi  e vestito con un uniforme di spazzatura, rimuoveva sacchi della spazzatura sparsi per le vie della città bruscamente con malumore, talmente, con movimenti di improvvisi che quasi mi ha fatto cadere quando lui ha passato.

Alegria

Poi ho detto a me propria, come sono interessanti i contrasti culturali! I brasiliani che sono gente semplice hanno la capacità di capire l’adagio, “chi ride e canta il suo male spaventa”.’

L’ italiano non accettava con tranquillità il fato di essere uno spazzino. A lui questo impegno era qualcosa che gli dava cattivo umore (gli europei in genere delegano tali servizi alle persone del terzo mondo). Tuttavia, la crisi mostra che la situazione sta cambiando in molti paesi europei e ragazzi  di buone famiglie già stanno si sottoponendo ai lavori più umili.

Forse, perché ho l’abitudine di parlare con tutte le persone nella via , senza pregiudizi. Mi piace restare zitta, ma quando decido di parlare è davvero.

Mai dimenticarò

Un episodio che non dimenticherò mai, è successo quando sono stata ricoverata in ospedale per un giorno e mezzo per vedere i problemi della cistifellea. Era un infermeria con due letti e alla mia compagna di stanza piaceva chiacchierona come me. Mi ricordo che abbiamo parlato senza fermare, ognuna distesa sul letto,una accanto all`altra, per quasi due giorni. Noi già sapevamo tutto una della vita dell`altra. Potrebbe essere stata una”crisi” nervosa di non fare nulla, ma il tempo passava così in fretta che nemmeno mi sono reso conto di essere in un ospedale. Siamo diventati grandi amici per qualche ora, finché noi abbiamo ricevuto l`autorizzazione di uscire. Mai più ci siamo viste e le storie sono state dimenticate negli archivi della nostra mente.

In Europa non succede mai di questo modo, quello che si riesce al massimo è una risposta diretta alle informazioni che si chiede con serietà e velocità. Un comportamento difficile di accettare perché mi sentivo come in esilio ( in realtà stavo studiando lì), con una profonda mancanza di comunicazione e della chiacchierata banale, in cui vivere cosi senza interagire spontaneamente con persone mi sentivo con un dolore profondo  nel cuore e una nostalgia della mia patria, soprattutto in quei giorni che nevicava e faceva freddo, totalmente incolore e bianco, quello che è comune nell`inverno della vita europea.

Sono piccole cose che fanno la differenza nel mio concetto sul Brasile. Ed è proprio la spontaneità del nostro popolo che mi accoglie e mi nutre sempre e mi fa andare avanti con la certezza che il mio paese è giallo-verde, pietra grezza, un gioiello raro che ha bisogno della lucidatura e lo sforzo di tutti da costruire una vita migliore!.

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Mari Weigert
Mari Weigert
Mari Weigert é jornalista com especialização em História da Arte pela Escola de Música e Belas Artes do Paraná. Atuou na área de cultura, como jornalista oficial do Governo do Paraná. Durante um ano participou das aulas de Crítica de arte de Maria Letizia Proietti e Orieta Rossi, na Sapienza Università, em Roma como aluna ouvinte. Acredita que as palavras bem escritas educam e seduzem pelos seus significados que se revelam na poética da vida. *IN ITALIANO (Mari Weigert è giornalista e perfezionata in Storia dell' Arte per la Embap, del Brasile. Durante un anno è stato alunna di Critica d'Arte, alla Sapienza Università di Roma. Crede nelle parole ben scritte che seducono per le sue significate in cui rivelano la poetica della vita.)

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