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Un fine settimana di questi rovistando miei libreria ho trovato una collezione intoccabile che la ho comprato circa 12 anni fa e mai ho letto queste opere. Lì era io e il scrittore brasiliano Machado de Assis faccia a faccia, di nuovo, dopo tanti anni.

Guardavo i libri e i libri lì, avanti a me, pure guardandomi: non era il momento di aprilo di nuovo? Dopo tanti anni questi libri seguono sul mio scaffale e ora, senza l’esame temuto, senza nessuno compito a fare e senza essere costretta a leggere.

Ricordo bene il mio primo giorno all’università; la curiosità, la conoscenza e la volontà di studiare si univano  in quella classe. Dentro quelle mura di cemento, le pareti fredde del PUC (Università Cattolica del Paraná), ho iniziato a camminare verso la mia futura carriera … e ricordo ancora la voce degli insegnanti, il primo giorno, con il suo foglio di Chamex stampato con circa 20 referenze bibliografiche.

Biblioteca privata

Gli insegnanti ci hanno detto che dovevamo comprare questi libri e cominciare a costruire la nostra biblioteca privata; il nostro piccolo angolo di conoscenza, dove cerchiamo conforto quando alcune informazioni ci manca.

Per molti anni ho avuto la mia biblioteca: a Curitiba, a Londra, a Pontevedra, a Porto, a Santiago de Compostela e ora finalmente a Madrid, Spagna. Pontevedra, a Porto, a Santiago de Compostela e ora finalmente a Madrid, Spagna. In tutti questi luoghi ho dovuto fare la scelta di quello potevo portare e quello che lasciava indietro.  E purtroppo, i libri sono anche nella categoria “cose”.
L’interessante è che mai ho buttato via il esemplare di “Quincas Borba” o “Esaù e Giacobbe.” E con loro, altri che già avevo letto e sono vecchi e molto maneggiato. Ma ci sono: e ogni volta che li guardo vedo ancora il momento in cui li ho avevo letto. E in questo ricordo, comincio a ricordare anche quell’era l’età che avevo, quello che stavo facendo, i pianti, le risate, le buffonate.

Il momento giusto

Ero in mezzo a questa euforia di ricordi e nostalgia, con il mio libro”Quincas Borba” in mano, ho deciso che già era giusto il momento di leggerlo. Ho trovato sfogliando le pagine, un supplemento con domande delle diversi università di Brasile. Insomma, ho comprato al esame di laurea e dopo ho lasciato a parte.

Quindi… Era quello il momento di leggerl.Un fatto è che dopo tutto questo tempo, fino ad oggi, non aveva gettato via. E come il mio professore, Jose Carlos Fernandez, ha detto:
“i libri sullo scaffale non rimangano lì per caso, loro sono solo aspettando il momento giusto da leggo”. Credo che non dimenticherò mai le sue parole; Ho molti libri sul mio scaffale in attesa del momento giusto da leggere. E anche dopo anni e anni sono lì, in attesa ferma e forte per me.

Il mio tempo con il mio scrittore preferito è arrivato di nuovo. E voi? Chi è in attesa per voi?

Ex-Libris

Ex-libris (deriva del latino) è un’espressione che significa “dai libri di” o “libreria”. Una forma elegante e raffinata di dire questo libro è di  mia proprietà.  Qui in Spagna, molti bibliofili fanno timbri personalizzati, con lo scudo della famiglia o di un design graziosi per contrassegnare tutte le copie dalla libreria. Di solito vieni posto nel risguardo del volume o in seconda copertina.

Origine

Non si sa l’origine esatta del termine “Ex-libris”, anche se questo ha bisogno risale l’invenzione dei caratteri mobili da Gutenberg, quando i libri erano molto costoso e solo le persone con un sacco di soldi e di educazione li aveva.

Nel British Museum, per esempio, accanto a una scatola di papiro circa 1400 aC, c’è un piatto di ceramica sul quale ha detto che tali papiri appartengono alla biblioteca del faraone Amenhotep III. Nella penisola iberica, il primo ex-libris, che è stato trovato è dal re Fruela I (756-768), nel regno delle Asturie.

Nel Medioevo, troppi bibliofili nobili, mantenevano la
tradizione di dipingere lo scudo della famiglia all’inizio del volume, indicando che appartengono a loro o la famiglia.

Ma con l’emergere della stampa, nel XV secolo, che si trovano le prime indicazioni degli Ex-libris. Lo scudo non poteva più essere dipinto in libri o manoscritti e i proprietari in generale hanno scritto il suo nome sul frontespizio.

Alcuni amanti del libro hanno iniziato a utilizzare un tipo di Ex-libris fisso; altri, registrati o stampati su un unico foglio, che poi inseriva nel libro.

Il più noto, tuttavia, era ex-libris , messo all’interno del volume, sulla copertina o nel libro di versi.

“Lo studio serio e accurato di un Ex Libris rivela i gusti del suo titolare: la sua professione, le sue passioni e i suoi pregi; sono la testimonianza di cultura, di storia e amore per il libro”.

 

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Jaqueline D`Hipolito Dartora
Jaqueline D`Hipolito Dartora
Formada em Jornalismo na Universidade Santiago de Compostela, Jaqueline se identifica como escritora e "vinalogadora". Atualmente dedica-se ao marketing e a comunicação, promovendo eventos que conectam e promovem o diálogo entre o vinho e as artes em geral. Têm também vários projetos paralelos relacionados com as letras e o mundo do vinho. Promove formas mais sustentáveis de vida, sendo uma ativista do uso da bicicleta na cidade e de uma vida mais saudável, lenta e meditada. No seu tempo livre realiza trabalhos voluntários em Vinícolas ecológicas e (WWOOF) y recentemente criou o blog Vinálogos. Colabora com alguns blogs, lojas de vinho, e escreve contos, relatos, ensaios em inglês, português e espanhol.

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